giovedì 3 ottobre 2013

Uno studio dell'Università di Londra: La pirateria non uccide l'industria dell'intrattenimeno, la Aiuta

3 Ottobre 2013, Torrentfreak, Ernesto

La facoltà di Economia e Scienze Politiche di Londra (LSE, London School of Economics and Political Science) ha pubblicato un nuovo rapporto sollecitando il governo del Regno Unito di guardare oltre i tentativi di pressione fatti dall'industria dello spettacolo, quando si tratta delle future politiche sul copyright. Secondo il rapporto ci sono ampie prove che il file-sharing aiuta, piuttosto che danneggiare, le industrie creative. Gli studiosi chiedono che il governo guardi dati più oggettivi al momento di decidere sulle future politiche di applicazione del copyright.

Negli ultimi anni ci sono stati ampi rapporti di ricerche che dimostrano che la condivisione dei file può avere effetti positivi sull'industria dell'intrattenimento.

I lobbisti del settore spesso sono pronti a scartare questi risultati come incidenti o ricerche approssimative, e contrastarli con costosi studi che hanno commissionato loro stessi.

Questa settimana l'università di Londra si inserisce in questa discussione con un rapporto sulle politiche dei media per sollecitare il governo del Regno Unito a guardare al di là dei rapporti che i lobbisti gli hanno consegnato. La loro relazione rileva che l'industria dell'intrattenimento non è devastata dalla pirateria, e che la condivisione della cultura ha diversi vantaggi.

"Contrariamente alle affermazioni del settore, l'industria musicale non è in declino terminale, ma è ben salda al terreno e mostra profitti. I ricavi delle vendite digitali, i servizi di abbonamento, lo streaming e le performance live compensano il calo dei ricavi derivanti dalla vendita di CD o dischi", afferma Bart Cammaerts, LSE Senior Lecturer e uno degli autori del rapporto.

Il rapporto mostra che le industrie di intrattenimento stanno in realtà andando abbastanza bene. L'industria dei videogiochi è fiorente, il settore editoriale è stabile, e l'industria cinematografica statunitense sta superando record dopo record.

"Nonostante l'affermazione della associazione cinematografica americana (MPAA, Motion Picture Association of America) che la pirateria online sta devastando l'industria del cinema, Hollywood ha raggiunto un record di ricavi al botteghino mondiale di $35 miliardi nel 2012, un incremento del 6 % rispetto al 2011", si legge nella relazione.

Anche l'industria musicale sta andando relativamente bene. Le entrate dai concerti, l'editoria e le vendite digitali è aumentata in modo significativo dagli inizi del 2000 e mentre i ricavi musicali dei dischi mostrano un declino, non ci sono prove che la pirateria sia la causa principale.

"L'industria musicale può essere stagnante, ma il drastico calo dei ricavi del quale si lamentano le lobby delle associazioni delle etichette discografiche non è evidente", conclude il rapporto.

Gli autori sostengono inoltre che il file-sharing può effettivamente essere di beneficio alle industrie creative in vari modi.

Il rapporto cita il successo del servizio SoundCloud dove gli artisti possono condividere le loro opere gratuitamente tramite licenze Creative Commons, l'effetto promozionale di YouTube in cui le canzoni protette da copyright sono condivise per promuovere le vendite, e il fatto che la ricerca mostra che il gli utenti che fanno condivisione in realtà spendono più soldi per l'intrattenimento di coloro che non fanno condivisione.

"All'interno delle industrie creative vi è una varietà di opinioni sul modo migliore per trarre vantaggio dalle pratiche di condivisione online, e come innovare per generare entrate in modi che non rientrano nel regime di applicazione del copyright esistente", scrivono gli autori.

Infine, il rapporto mostra che le strategie di applicazione di pene punitive, come la legge dei tre colpi in Francia, non sono efficaci quanto le industrie dell'intrattenimento affermano.

I ricercatori sperano che il governo britannico rivedrà il Digital Economy Act in questa luce, e faccia in modo che possa prendere in considerazione gli interessi del pubblico e del copyright.

Questo significa sviluppare l'equo utilizzo e le eccezioni per la copia privata dei cittadini,  orientandosi a perseguire il business e non i singoli individui.

"Si raccomanda una revisione della legislazione DEA e leggi correlate che colpisce un sano equilibrio tra gli interessi di una vasta gamma di parti interessate, comprese quelle nelle industrie creative, Internet Service Provider e gli utenti di internet".

"Quando entrambe [le industrie creative e i cittadini] possono sfruttare appieno le potenzialità di Internet, questo massimizza la creazione di contenuti innovativi a beneficio di tutte le parti interessate", scrivono gli autori.

Piracy Isn’t Killing The Entertainment Industry, Scholars Show