giovedì 10 ottobre 2013

Bauman, uno dei maggiori pensatori viventi, dimostra perché solo i Pirati possono farci uscire dalla crisi

10 Ottobre 2013.
Zygmunt Bauman esordisce schernendosi "Devo deludervi, non sono un guru" nel suo intervento a Meet The Media Guru.

In realtà la sua è un'analisi lucidissima: "Le istituzioni politiche ormai sono organicamente incapaci di mantenere le promesse" perché queste promesse vengono fatte ai loro elettori, ma i politici non riescono a proiettarsi oltre l'ambito nazionale, e ciò che fanno una volta che ottengono il mandato è di piegarsi ai poteri sovranazionali, come le borse e la finanza, che hanno interessi diversi da quelli degli elettori.

Secondo Bauman, oggi potere e politica non sono più uniti come un tempo. Fino a mezzo secolo fa il potere (“l’abilità di fare le cose”) e la politica (“l’abilità di decidere che cosa è urgente fare”) erano entrambi nelle mani dei governi democraticamente eletti. “Non è più così – ci spiega - Il potere è evaporato dagli stati sovrani verso un’area libera dalla politica, un’area sovranazionale. Da una parte abbiamo un potere libero dal controllo politico. Dall’altra una politica che costantemente e permanentemente soffre di deficit di potere”.

Per Bauman siamo all’inizio di un processo: “Il potere ormai è globale, mentre la politica è locale. I problemi creati da un potere globale non possono essere affrontati localmente con efficacia. Abbiamo bisogno di una politica che sia commisurabile con il tenore dei problemi”.

Le tipologie di democrazia inventate in passato, come la democrazia rappresentativa parlamentare, sono dunque in crisi.
Bauman è il sociologo della modernità liquida, il futuro è in forme di democrazia diretta, o meglio liquida, oggi possibili grazie alla Rete: la Rete è “lo strumento naturale per promuovere la democrazia. Un mondo con Internet deve diventare un mondo democratico”.

Pur sfruttando le potenzialità della Rete, anche i movimenti di protesta come gli indignados in Spagna o Occupy Wall Street mostrano i loro limiti: "Tutti si sono accorti che Wall Street era occupata, – dice il sociologo - tranne Wall Street stessa, che non è cambiata per nulla in seguito a quelle azioni".
Non basta combattere il sistema, bisogna entrare dentro per cambiarlo.

Lo sostengono per esempio i Partiti Pirata, che si stanno diffondendo in tutto il mondo, e il Movimento 5 Stelle; solo che il M5S, nonostante il grande successo elettorale ottenuto in Italia, ha proprio quel limite nazionale di cui parla Bauman.

I Pirati hanno quindi tutte quelle potenzialità di cui c'è bisogno per affrontare i problemi di questo tempo:
  • la loro diffusione è sovranazionale: si muovono oltre i confini nazionali
  • si muovono in quello spazio definito dalla Rete, del quale ne conoscono le capacità ma anche i rischi
  • propongono forme di democrazia più diretta come, appunto, quella liquida e quindi problemi e programmi provengono dai cittadini, e sono orientati a risolvere le esigenze e i problemi dei cittadini e non quelli delle borse e della finanza
  • hanno la credibilità di non avere qualche padrino a cui dover rendere conto, perché non si propongono come mediatori ma mettono direttamente nei cittadini il potere politico
  • diversamente da movimenti come Occupy Wall Street e gli indignados, hanno possibilità di cambiare il sistema, perché hanno assunto la decisione di creare partiti nelle varie nazioni per cambiare il sistema dall'interno
  • sono aperti e non sono limitati dalle vecchie ideologie e dai vecchi schemi di rappresentazione del mondo
È una questione "di vita o di morte" per il nostro futuro perché, ha chiosato Bauman, "Il futuro non esiste, il futuro va creato".

per approfondirmenti:
Wired.it Zygmunt Bauman: "Il futuro non esiste, va creato"
Il Fatto: Bauman: “Il web promuove la democrazia. Finora, però, non ci sono risultati”
Tmnews: In 4mila in coda a Milano per il sociologo polacco
Il Giornale: Bauman accolto come una star
Data Manager Online: Internet esporterà la democrazia, anche se siamo alla fase sperimentale
L'Espresso: le società, le città sono e saranno sempre più “miscelate” ed integrate