sabato 22 giugno 2013

Iniziativa anti-Prism europea dei Pirati

22 Giugno 2013. Traduzione in italiano della
European Anti-PRISM Initiative, Common Pirate Party Initiative Against Online Spying

Iniziativa comune dei Partiti Pirata contro lo spionaggio on line.

Siamo sconvolti nell'apprendere della sorveglianza senza precedenti sugli utenti Internet di tutto il mondo attraverso PRISM e programmi simili. Le capacità di sorveglianza generalizzata come queste, soprattutto se attuate senza controllo dei cittadini, minacciano seriamente i diritti umani della libertà di espressione e della privacy e con loro le fondamenta delle nostre democrazie.

Plaudiamo all'informatore Edward Snowden per le sue azioni. Quando un governo viene veramente dal popolo e per il popolo, non può essere un reato far trapelare informazioni sul corso e la portata delle azioni da parte del governo, in nome dei suoi cittadini, con lo scopo dichiarato di proteggerli. Un governo rappresentativo in una democrazia si basa sul consenso del suo popolo. Tuttavia, tale consenso non può esistere quando i cittadini non ne siano pienamente informati.

Notiamo con allarme la totale mancanza al riguardo, che il governo degli Stati Uniti sta mostrando nei confronti dei diritti dei cittadini Europei e, più in generale, di chiunque utilizzi i servizi di comunicazione e le infrastrutture basate negli Stati Uniti. Notiamo anche l'effetto negativo nei sui suoi alleati, nella sovranità dei paesi colpiti e nella loro competitività.

L'Europa deve rispondere a queste rivelazioni con la dovuta determinazione. Alla luce di questa situazione, è importante che l'Unione europea, piuttosto che rimanere complice di questo abuso di potere che avviene con un costo insostenibile per la società, diventi un punto di riferimento a livello mondiale per i diritti digitali e la tutela della privacy, la trasparenza del governo e la protezione degli informatori.

Noi, sottoscrittori, chiediamo quanto segue:

1. Asilo e protezione per gli Informatori

Il governo degli Stati Uniti ha dimostrato - nei casi di Bradley Manning e altri - che il trattamento degli informatori è motivo di grave preoccupazione. L'etichettatura pubblica di Edward Snowden come "traditore" da vari funzionari e dai media americani ha creato un clima in cui non c'è certezza di ricevere un processo equo. Egli potrebbe essere oggetto di persecuzione per il suo credo politico nella trasparenza del governo, e sarebbe certamente in pericolo di fronte a pene o trattamenti disumani o degradanti, compresa la minaccia della pena di morte.

Chiediamo a tutti i governi europei a di trattare favorevolmente qualsiasi domanda di asilo politico o di stato di protezione sussidiaria da Edward Snowden e altri informatori e di accelerare rapidamente tali applicazioni.

2. Scoprire i fatti

E' inaccettabile che le capacità e le pratiche di sorveglianza segreta aggirino i processi democratici e impediscano l'impegno critico, razionale necessario in una democrazia per determinare corsi e azioni dovuti e indebiti.
Chiediamo che il Parlamento Europeo formi una commissione di inchiesta secondo l'articolo 185 del suo regolamento. I fatti da stabilire e pubblicare sono:

  • Quali sono le reali capacità di PRISM?
  • Quali dati vengono caricati e quali fonti utilizza?
  • Quali organi amministrativi della UE e i suoi Stati membri hanno avuto conoscenza o accesso a PRISM e programmi simili o ai loro dati?
  • In che misura la Carta dei Diritti Fondamentali, la Direttiva sulla Protezione dei Dati, la Direttiva sulla Privacy e sulle Comunicazioni Elettroniche, o altre leggi Europee sono state violate?


3. Rafforzare la Protezione dei Dati Europea

Il regolamento generale sulla protezione dei dati attualmente in esame deve essere rafforzato per assicurare una protezione ampia e di vasta portata dei dati privati e commerciali. Gli sforzi di lobbying in senso contrario devono essere respinti.

In particolare, i dati dei cittadini Eeuropei non devono essere consapevolmente rilasciati ad agenzie di intelligence degli Stati Uniti. L'Articolo 42 dalla prima bozza di proposta trapelata, che ha affrontato le azioni extraterritoriali da paesi terzi, come il Patriot Act e il Foreign Intelligence Surveillance Act degli Stati Uniti e le barriere imposte alle autorità giudiziarie straniere per accedere ai dati europei, deve essere reintrodotto. Devono essere protetti anche i metadati e i dati pseudonimi.

Secondo l'International Safe Harbor Privacy Principles, le società statunitensi devono informare gli utenti nel concedere accesso dei propri dati a terzi. Sembra che le aziende che partecipano al programma PRISM abbiano violato tali disposizioni. In risposta, l'UE deve revocare l'accordo di questi principi (decisione 2000/520/CE della Commissione), in modo che le società interessate siano soggette a corti europee se non dovessero cessare immediatamente queste pratiche. Il Safe Harbor deve quindi essere rinegoziato con le garanzie più efficaci e al ricorso dei meccanismi in atto, o sostituito da un nuovo accordo internazionale sulla protezione dei dati, ad esempio sulla base dei principi del regolamento sulla protezione dei dati generali.

4. Capeggiare un trattato internazionale per la libertà di Internet

Per garantire che Internet rimanga una forza abilitante e democratizzante piuttosto che continuare ad essere utilizzato come strumento per limitare e ridurre la democrazia e la libertà individuale, l'UE dovrebbe capeggiare un trattato internazionale per la libertà di Internet. Tale trattato dovrebbe fortemente tutelare la riservatezza delle comunicazioni, la libertà di espressione e di accesso alle informazioni (in particolare in quanto si riferiscono a internet), così come la neutralità della rete.

5. Finanziamento di Software per la consapevolezza della Privacy

Come un ulteriore linea di difesa della privacy, i consumatori devono avere la possibilità di utilizzare software e servizi che proteggono con forza la loro privacy. Tale software può offrire anonimato, crittografia end-to-end forte, architetture peer-to-peer, federazione o la capacità degli utenti di auto ospitare i dati, codice open source verificabile dall'utente e altre funzionalità di protezione della privacy.

Ci complimentiamo con il fatto che l'attuale proposta di programma quadro Horizon 2020 include l'obiettivo di "garantire la privacy e la libertà su Internet". Chiediamo all'Unione europea di garantire che una percentuale significativamente maggiore dei fondi per la ricerca sia spesa per promuovere la scelta di software e servizi allo stesso modo di quanto venga speso per i progetti con l'obiettivo opposto, ovvero progetti di sorveglianza e ricerca tecnologica di datamining, e che i progetti il cui obiettivo esplicito sia la sorveglianza indiscriminata e senza verifica vengano scartati senza riserve.

6. Impedire un PRISM europeo

Proponiamo misure legislative per rafforzare la difesa contro l'arrivo in Europa di simili agenzie.

Devono essere esplicitamente messi fuorilegge collegamenti diretti da parte di agenzie governative nei canali di comunicazione delle dorsali Internet, come quelli installati come riferito dalla NSA come parte del programma di Blarney.
Tali collegamenti consentono la memorizzazione e il datamining di tutte le comunicazioni Internet, bypassando tutti i controlli e le procedure e compromettendo tutti i dati riservati e la privacy di chiunque. Violando l'integrità delle infrastrutture di rete in questo modo inaccettabile mina la fiducia in tutta Internet e minaccia tutti i suoi benefici.

Rinnoviamo anche la nostra richiesta di abrogazione della direttiva sulla conservazione dei dati (Data Retention Directive). Le corti costituzionali Ceche, Serbe e Rumene hanno concluso esplicitamente che una conservazione dei dati ampia e senza scrutinio sia una violazione fondamentale dei diritti umani di base. Effettuando la raccolta di grandi quantità di dati senza scrutinio approvato dal tribunale, i programmi di conservazione dei dati consentono il tipo di attività che viene raggiunto attraverso piattaforme come PRISM, minacciando la separazione dei poteri tra l'esecutivo e la magistratura che è alla base delle nostre democrazie.

I firmatari