domenica 5 maggio 2013

Siae: negli interessi degli artisti o il solito baraccone all'italiana?

Sono 803 i milioni di debiti che la SIAE ha nei confronti degli artisti. Quella che dovrebbe essere la società che cura gli interessi degli autori e degli artisti, si rivelerebbe invece il solito baraccone all'italiana fatto più per creare sovrastrutture di dubbia utilità che promuovere la cultura italiana. E' quanto impietosamente emergere anche leggendo il post SIAE: sceriffi con il buco nel bilancio, dove tra gli altri spunti di riflessione emerge come i risultati di questo monopolio tutto italiano siano impietosi se confrontati alla situazione degli altri paesi. E nel tentativo di dare un senso alla voragine di denaro che questa struttura divora con i risultati sotto gli occhi di tutti, la SIAE si sbilancia in una campagna di censura verso tantissimi siti web, con una operazione chiamata Crackdown, il cui stesso nome richiama a quello di crack o fallimento, nel tentativo di dare la colpa dei pessimi risultati di bilancio al web, e fa chiudere indiscriminatamente 27 siti web alla polizia postale e agli internet provider. Ma tale operazione sembra servire solo come campagna pubblicitaria, visto che come si sa la rete tratta ogni tentativo di censura come un bug e trova i modi per raggirarlo. E infatti inevitabilmente i risultati di questa operazione non potranno essere quelli di portare soldi nelle tasche degli artisti, ma purtroppo ancora una volta di toglierli dalle tasche degli italiani, e culturalmente impoverire ulteriormente l'Italia nei confronti del web.