giovedì 16 maggio 2013

I persecutori ignoranti e le leggi sbagliate spingono l'innovazione

Diciamocelo: a volte vien da pensare che certi giudici ignoranti e certe leggi sbagliate se non ci fossero dovrebbero inventarli.
Sia ha l'impressione che se non ci fossero state tutte le persecuzioni, le stramberie e le pressioni per cercare di addomesticare Internet agli interessi del potere consolidato, Internet non sarebbe uno spazio così libero.
E' il caso del peer to peer, se non avessero continuamente cercato di bloccarlo gli ingegneri forse non avrebbero prodotto i gioielli che tecnologici che abbiamo attualmente e con i quali si possono fare cose incredibili.
E l'ultimo caso è di questi giorni dove il PM svedese, sempre sulla solita causa di The Pirate Bay, ha puntato il dito contro la registration authority per i domini svedesi .SE, in pratica non le semplici aziende che vendono i nomi di domini, ma proprio l'authority svedese a cui è stato intimato di cancellare per sempre i nomi piratebay.se e thepiratebay.se in modo che diventino proprietà dello stato (questo signor Stato!) e che scompaiano per sempre dalla faccia della terra.
Il sistema DNS non mi ha mai entusiasmato, secondo me è ancora un bug di Internet che deve essere cancellato.
Per farla breve praticamente è quel sistema che fa in modo che quando scriviamo www.google.com il proprio computer vada a chiedere al proprio provider, che va a chiedere ad un'autorità generica o nazionale, che va a chiedere ad una autorità centrale, a quale indirizzo IP corrisponde quel nome.
L'autorità centrale del DNS si chiama ICANN (Internet Corporation for Assigned Names and Numbers).
Poi ci sono per ogni nazione un dominio di primo livello TLD (top level domain), ad esempio .it in Italia, .se in svezia, .de in germania e così via.
Ci sono anche TLD slegati dalle nazioni, come i .com, .edu e così via.
Già sull'ICANN, una società privata senza fini di lucro con sede in California, si ripresentano puntualmente polemiche da parte di quelle nazioni che vorrebbero una Internet meno USA-centrica.
Ma comunque tutto il sistema dei dns è l'anello debole della catena di una Internet che dovrebbe essere stata progettata per poter resistere anche ad un attacco nucleare, e invece basta un giudice che si è alzato col piede sbagliato e scompaiono interi siti per colpa del commento di un utente.
Falkvinge, in relazione all'azione del PM svedese contro l'authority del dominio .SE commenta: "Se viene stabilita responsabilità indiretta a livello di DNS, per non parlare di responsabilità indiretta penale, prevedo che la comunità di Internet lascerà perdere il DNS quale protocollo fondamentale come cattiva abitudine, per sostituirlo con qualcosa di diverso che sia resistente alle azioni legali e ai pubblici ministeri".
Una rete dove per poter mettere dei contenuti non ci si debba preoccupare di registrare un dominio, processo spesso lungo e fastidioso, o ci si debba appoggiare ad un provider che quando qualcuno decide possa staccare la spina senza preavviso.
Anche Julian Assange, in una intervista con il presidente di Google, ha ipotizzato un sistema che sfruttando le idee di bitcoin consenta di pubblicare contenuti senza i limiti tipici del DNS.
In realtà alternative ce ne sarebbero anche, ad esempio opennicproject.org.

Ciò che serve è un giudice che combini un casino tale che nessuno vorrà più avere a che fare con questo sistema fallato chiamato DNS.