mercoledì 8 maggio 2013

Eldiario, intervista ad Amelia Andersdotter

Amelia Andersdotter (Enköping, 1987) aveva cinque anni quando il CERN ha rilasciato il World Wide Web di dominio pubblico, un fatto destinato a cambiare il mondo e del quale lo scorso 30 aprile si sono celebrati i 20 anni. Non c'è da stupirsi, quindi, che una nativa digitale cresciuta in un mondo con le leggi analogiche sul copyright si sia affiliata al Partito Pirata poco dopo la sua fondazione, in Svezia, nel 2006. Nelle elezioni del Parlamento europeo il suo partito ha raggiunto il 7,13% dei voti e lei, seconda della lista, ha ottenuto il posto dopo la ratifica del Trattato di Lisbona. Ecco come è diventata la più giovane deputato del Parlamento europeo.

Domanda: È entrata nel Partito Pirata nel 2006 a 19 anni e nel Parlamento europeo a 24. E' normale in Svezia che i giovani siano coinvolti nella politica così presto o lei è un caso particolare?

Risposta: Io direi che non accade molto spesso che un politico giovane come me sia eletto in Parlamento, però è vero che la maggior parte dei politici svedesi iniziano la carriera politica quando hanno 13, 14 o 15 anni, perché ogni partito politico ha il suo gruppo giovanile.

D. Gli elettori del Partito Pirata sono altrettanto giovani?

R. Sono più o meno giovani, ma la maggior parte sono persone scontente dell'attuale sistema politico. Quando viene presa una decisione politica spesso non c'è modo di sapere chi ne è il responsabile e questo comporta che molte persone rimangano insoddisfatte dell'intero sistema. Molte persone hanno votato per il Partito Pirata per questo motivo, sapevano che qualcosa non andava, ma non potevano dire chi ne fosse il responsabile e, quindi, come avrebbero potuto risolverlo. E hanno votato un partito nuovo e innovativo rispetto a quelli che c'erano prima.

D. Detto questo, si vedono molte similitudini tra il Partito Pirata che descrive e i movimenti di protesta che sono apparsi negli ultimi due anni in altri paesi (Los Indignados, Occupy ...).

R. Direi che una parte degli elettori del Partito Pirata ci ha votato perché credono in internet e il suo potenziale di cambiare la società, ma alcuni votano come reazione contro un sistema ingiusto. Ma non vedo molta connessione tra noi e movimenti come il 15M o gli 'indignados', perché il Partito Pirata c'è da prima di tutti questi e anche perché noi siamo nati quando c'erano circostanze economiche completamente diversa.

D. Quali?

R. Ebbene, il Partito Pirata e l'ideale democratico dell'economia dell'informazione e tutto questo è un sentimento molto forte che esiste principalmente in Svezia, in Germania ... anche la Repubblica Ceca, paesi di cultura prevalentemente germanica. Anche in Spagna c'è un Partito Pirata, ma penso che la crisi finanziaria che ha reso visibili anche altri problemi sistemici del Paese e alcuni problemi striscianti del passato, che sono molto diversi da quelli in Svezia. Una delle cose con cui ho notato del movimento 15M o 'indignados' è che sono molto lontani dal sistema politico e dal sistema stesso. In Svezia, invece, il Partito Pirata è stato fondato con un approccio del tipo "ok, attaccare il sistema politico dal di fuori non funziona, dovremo provare dall'interno". Il che implica entrare nel sistema e cercare di ricostruirlo secondo le proprie convinzioni. In Spagna sembra più che la reazione sia stata che "il sistema non può essere aggiustato". Questa è solo una mia considerazione personale, ma sembra che la gente in Spagna avesse meno speranza nel sistema e considerasse più difficile la possibilità di ricostruire dall'interno. Vogliono un nuovo sistema da cima a fondo. Forse anche per ragioni culturali, non so, lì problemi sono diversi da quelli che abbiamo qui.

D. Quali problemi ci sono qui?

R. Ad esempio, la Svezia tradizionalmente ha avuto un alto tasso di partecipazione alle elezioni, ma ora è in repido declino, soprattutto tra i giovani.

D. E a cosa lo si deve?

R. In questo momento penso che non ci sia un grande dibattito pubblico in Svezia. Uno dei motivo penso sia che i media si concentrino su particolari individui, piuttosto che sulle istituzioni. Più che guardare come un problema sia stato gestito dalle istituzioni, guardano l'effetto che ha avuto sulle persone, individualmente. Adesso, per esempio, si parla di privatizzazione delle farmacie. E 'interessante come la maggior parte delle notizie riguardanti l'argomento sono su clienti particolari delle farmacie, si cerca qualcuno e gli viene chiesto qual'è la sua storia, perché si è andati in farmacia, cosa ne pensa della riforma ... E invece di una prospettiva istituzionale della riforma, ci si ritrova con un caso personale di una persona che è andata in farmacia. Può essere interessante per qualcuno, ma non per l'interesse pubblico. Quindi, credo che quando non si può sapere chi è responsabile di qualcosa e perché, si finisce proprio per perdere interesse nelle elezioni. Se non sai che cosa è la differenza tra una scelta e l'altra, perché votare?

D. Nel Parlamento Europeo ha notato differenze nel modo di fare politica dei deputati in base al loro paese di origine?

R. Io non so come funziona la politica nazionale in ogni stato e lo stesso posso dire della Svezia, non ho visto come funziona dal di dentro, quindi non posso fare alcun paragone utile. Credo che ogni membro è influenzato dal suo background culturale ... Ma per me il Parlamento europeo è un'istituzione diplomatica che opera molto livello individuale, vi è una sorta di diplomazia tra i membri.

D. Qual è la sua valutazione dell'anno e mezzo che ha passato nel Parlamento europeo?

R. Credo che valga la pena esserci e credo veramente che le cose possono essere cambiate da parte dell'Unione europea. E' anche l'occasione per coordinare gli sforzi di là delle frontiere nel campo della tecnologia dell'informazione. C'è questa idea che il processo decisionale in seno all'Unione europea è un processo molto lento, e sì, è un processo complesso. Ma, in realtà, qualcosa di interessante è accaduto a Bruxelles: tra queste critiche sulla lentezza, quest'ultima legislatura ha creato un incentivo per completare le leggi più velocemente, sia in sede di Consiglio che nel Parlamento. Prima di questo mandato potevano passare quattro o cinque anni prima che il Parlamento potesse completare una legge. Adesso stiamo approvando le leggi in uno o due anni, o anche sei mesi, e questo non è del tutto un bene. So che suona conservatrice da parte mia, ma in molti casi, quando si pensa di un argomento per più tempo, si acquisisce una prospettiva più matura e credo che alcune leggi vengano danneggiata da questa corsa del Parlamento e del Consiglio, e in particolare quest'ultimo.

D. Su cò che ha detto rispetto ad un maggiore coordinamento a livello transfrontaliero, come è il coordinamento del Partito Pirata a livello europeo?

R. Beh, è ​​difficile coordinare le cose a livello europeo, ogni paese è diverso. A parte i diversi linguaggi, ognuno ha i suoi riferimenti storici e le discussioni politiche. Inoltre, ogni paese ha diversi livelli di sviluppo e di organizzazione. Se si guarda al modo in cui abbiamo gestiamo la struttura interna del Partito Pirata svedese, è molto simile a una ONG. Ma in Germania, per esempio, hanno un sistema diverso e il Partito Pirata della Repubblica Ceca ha un proprio stile. La Svezia è un posto speciale, è un paese molto prevedibile.

D. Prevedibile?

R. Beh, la storia della Svezia è abbastanza noiosa, è un paese dove in 600 anni di storia non abbiamo mai avuto nessun grande dramma. Abbiamo vissuto in pace dall'inizio del XIX secolo e le istituzioni svedesi si sono evolute molto lentamente, questo crea una grande stabilità e prevedibilità, ma abitua anche le persone a questa stabilità e prevedibilità.

D. E questo è un male?

R. No, è un altro modo in cui un paese può progredire, ma, naturalmente, questa evoluzione forma le persone che ci vivono.

D. Qual è la situazione attuale del diritto d'autore in Europa?

R. Ogni paese è un caso speciale. Per esempio, in Spagna hanno ora la legge Lasalle, che è la continuazione della legge Sinde-Wert, ma peggiore. In Francia, hanno il sistema HADOPI, che non piace a nessuno. In Svezia non abbiamo polemiche sul tema del copyright adesso perché le leggi sono state cambiate negli anni Novanta, dopo che il governo degli Stati Uniti ce lo ha chiesto - e tutto quello che è stato chiesto è stato fatto, l'anno scorso, il Parlamento ha approvato di rendere tali modifiche permanenti. Quindi non vi è alcuna discussione pubblica sul problema, perché le leggi già si conoscevano da molto tempo fa.

D. E a livello europeo?

R. La questione sul diritto d'autore è estremamente frammentata. E 'impossibile dire quali sono i vostri diritti o gli obblighi di legge tra gli Stati membri. Ad esempio, in Portogallo, è possibile scambiare file via P2P, in Olanda non è possibile caricare file ma si possono scaricare, in Svezia non può nemmeno scaricare o scaricare e nel Regno Unito non hanno alcuna distinzione tra copia privata, quindi, il 99% persone viola le leggi sul copyright, perché ovviamente fa delle copie private, copie di backup del proprio materiale, per esempio.

D. Come ha detto, in Spagna ora si parla della legge Lasalle, che è un'evoluzione della legge Sinde-Wert. Allo stesso modo, il Parlamento europeo ha respinto il trattato ACTA, però dopo sono apparsi altri tentativi. Come finirà tutto ciò? I lobbisti e i gruppi di potere interessati spingeranno all'infinito i politici per inasprire le leggi sul diritto d'autore o un giorno accettaranno che il mondo è cambiato?

R. In una democrazia, alla fine, le regole di una società sono quelli che chiede la società, ma quello che è successo sul tema del diritto d'autore negli ultimi 30 anni è che le decisioni sono state prese prima che la società sapesse quali decisioni sarebbero state prese. La maggior parte delle norme in materia di temi di copyright in realtà provengono da alcuni trattati concordati a livello internazionale alla fine degli anni '80 o primi anni '90. A quel tempo non avevamo alcun dibattito pubblico su questi temi. Credo che il trattato ACTA e il fatto che sia stato respinto e che abbia generato molto dibattito pubblico dimostra che il problema del copyright è stata politicizzato, e non qualcosa che alcuni specialisti decidono in un oscuro studio legale, ora è anche qualcosa sulla quale molte persone sono coinvolte e sono contro. Detto questo, con ACTA e altri trattati recenti si nota che si cerca di spingere le leggi sul copyright in una direzione che non è sentita, cercando di consolidare gli aspetti internazionali che si sa già che non sono ciò che la gente vuole. Fate attenzione perché le persone possono essere facilmente influenzate quando si usa una quantità sufficiente di paura e di potere. E' importante che noi come società siamo coscenti di ciò che non abbiamo alcun motivo di presentare e che possiamo opporci a questi trattati internazionali che non sono stati discussi. Credo che, alla fine, è molto difficile legiferare contro ciò che viene percepito dala gente su come stiano le cose. Abbiamo bisogno di legislatori più attivi e responsabili, che siano in grado di assumersi la responsabilità per le decisioni che prendono e gli effetti che hanno sulla loro comunità.

eldiario.es, 4 maggio 2013
"Una parte de los votantes del Partido Pirata nos vota como reacción contra un sistema injusto"
Entrevista a Amelia Andersdotter, diputada del Partido Pirata sueco en el Parlamento Europeo